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Abbazia di Montecassino


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Sorta sui resti  di due templi dedicati a Giove e ad Apollo e un presidio romano, l'Abbazia di Montecassino deve la sua fondazione a San Benedetto. Attorno al 529, egli gettò le fondamenta della casa per i monaci e dei due oratori l'uno vicino alla casa, l'altro sulla cima del monte, dove poi sarebbe sorta la basilica.

La santità della vita di Benedetto e dei suoi seguaci ne fece un centro religioso di gran richiamo, dove la preghiera si univa con lo studio e il lavoro manuale.

La fondazione dell'abbazia favorì nel corso del secolo VI, e in quelli a seguire, lo sviluppo urbanistico della zona, dandole floridezza e benessere economico, secondo quella particolare tendenza che caratterizzò in Italia gli insediamenti sorti per la presenza e l'impulso dei primi centri monastici.

Dopo la totale distruzione avvenuta il 15 febbraio 1944 per effetto dei bombardamenti anglo-americani, una complessa opera di riedificazione ha ridato all'abbazia l'aspetto originario, secondo la sua pianta rettangolare aperta sul disegno dei tre chiostri, dei secoli XVI e XVIII, con la grandiosa basilica a tre navate, secondo il progetto originale.

Nel 1950 sono state ritrovate le reliquie di San Benedetto e di Santa Scolastica, ora sistemate nell'altare maggiore. Pressoché integra si è conservata la cripta, decorata nel 1913 dagli artisti della scuola tedesca di Beuron.

L'abbazia conserva tuttora la sua famosa biblioteca, pur gravemente compromessa dalle distruzioni belliche: del ricchissimo patrimonio, frutto di un immenso lavoro culturale, oggi si conservano ancora oltre 1.000 codici, 40.000 pergamene e tutto il fondo delle opere a stampa con 250 incunaboli.

Il primo documento ufficiale del volgare nostrano, conservato nella biblioteca di Montecassino,  è del 960. Si tratta del cosiddetto "Placito Capuano", un atto giudiziario nel quale tre testimoni garantivano l'appartenenza di certe terre al Monastero di Montecassino con la seguente formula: "SAO KO KELLE TERRE, PER KELLE FINI QUE KI CONTENE, TRENTA ANNI LE POSSETTE PARTE SANCTI BENEDICTI" (So che quelle terre, con quei confini che qui si descrivono, le possedette trenta anni l'ordine di San Benedetto).

La biblioteca è stata dichiarata monumento nazionale e rientra nel novero delle biblioteche pubbliche statali. Inoltre, all'interno dell'Abbazia, è visitabile un interessante museo, dove vengono conservate numerose opere e reperti di grande pregio e valore, tra cui: manoscritti, libri, disegni e stampe; resti della Basilica, reperti etruschi e di arte romana; statuette lignee, vasi ellenici, etruschi e italici; pitture e sculture benedettine, ricami e merletti.

 
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